Tricarico: Wikileaks ha suscitato attenzione su cybersecurity

by Icsa | giovedì, Mar 9, 2017 | 392 views

Roma, 9 marzo 2017 – askanews

Serve capacità nazionale difesa per tutela interessi vitali Paese

I presunti documenti della Cia diffusi da Wikileaks “hanno suscitato il giusto allarme che il crimine informatico altrimenti fatica ad evocare, nonostante i moniti che tanti addetti ai lavori continuano a veicolare verso l’opinione pubblica ed i palazzi del potere”. A dirlo a Cyber Affairs è il generale Leonardo Tricarico, già capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, oggi presidente della Fondazione Icsa.

“Un risultato”, rimarca Tricarico, “testimoniato dal clamore delle prime pagine dei media di tutto il mondo, finora poco ricettivi a percepire nelle sue reali dimensioni ed insidiosità un pericolo che giorno dopo giorno cresce e dilaga, divenendo, più degli armamenti tradizionali, il vero nemico da affrontare e la vera fragilità per la tenuta del vivere sociale e dei rapporti internazionali”.

Oggi, evidenzia ancora il presidente dell’Icsa, “ormai si parla di Apt, Advanced Persistent Threath, per definire lo stato di permanente assedio cui sono sottoposti tutti i sistemi in rete, dagli smartphone alle infrastrutture critiche, ossia ai grandi sistemi dell’energia, delle comunicazioni, dei trasporti e del mondo dell’economia e della finanza; una minaccia in continuo divenire ed in mano ai soggetti più disparati, dagli Stati ai criminali comuni”.

“Allora”, prosegue Tricarico, “non ci stupiamo più quando ancora una volta ci viene detto che alcuni Paesi ci spiano. Fanno semplicemente quello che ci si può attendere facciano loro ed altri Stati che ne hanno la capacità tecnologica”. Piuttosto, conclude il generale, “auguriamoci invece che questa ulteriore uscita di Wikileaks serva ad attivare una riflessione seria e ponderata fuori e dentro i confini nazionali; una riflessione che consenta ad esempio di accordarci sulle possibili regole per non farci del male tra di noi, un codice di comportamento condiviso che ridefinisca insomma il perimetro amici/nemici e che al contempo agevoli la individuazione di una strategia che renda difficoltoso o tracciabile l’accesso alle tecnologie del crimine informatico al terrorismo o ad altre forme di grande criminalità. Usciamo in definitiva dalla attuale condizione, non solo italiana, di diffusa, convinta, ma ancora poco consapevole preoccupazione e mettiamo al lavoro gli esperti nazionali – ve ne sono molti, alcuni veri geni – affinché venga messa a punto una capacità nazionale di difesa, una grande alleanza pubblico/privato a tutela delle risorse e degli interessi vitali del Paese e del vivere comune”.

(Fonte: Cyber Affairs)

http://www.askanews.it/economia/2017/03/09/tricarico-wikileaks-ha-suscitato-attenzione-su-cybersecurity-pn_20170309_00196/

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